Visual (helps) Thinking

Buco Nero.049

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Qualche settimana fa mi sono trovato a dover presentare i risultati di un progetto piuttosto lungo ed importante, nel quale ho facilitato  uno studio di professionisti attraverso i temi della leadership , del team e della performance. Uno dei rami del progetto prevedeva che i membri dello studio , in completa autonomia, avrebbero portato avanti dei progetti da loro individuati e considerati rilevanti per la performance della loro organizzazione.

Le cose nella realtà non sono andate come avrebbero dovuto, dopo una fase iniziale di entusiasmo le attività sui progetti si sono diradate fino a bloccarsi. Nonostante i progetti fossero unanimemente considerati rilevanti, e pur avendo la massima libertà di azione, i partecipanti al progetto non li hanno portati avanti.

Sapevo dunque che la mia non sarebbe stata una presentazione facile. Nonostante sia solito utilizzare media analogici, per questa volta avevo preparato una presentazione di Keynote, nella quale c’erano molte immagini, grafici con dati a supporto delle affermazioni… Tutto era molto “tecnicamente corretto”, io insegno anche come si fanno le presentazioni, ma per diversi giorni prima dell’evento sono stato alla ricerca di qualcosa che mancava. Come potevo affrontare il tema, doloroso per il team, dei progetti bloccati? Come far  metabolizzare e razionalizzare la loro performance negativa senza deprimerli, mettendo così la parola fine su quei progetti che non avevano portato avanti? E soprattutto perché persone così in gamba non avevano esercitato la loro professionalità in quelle aree così speciali ed importanti per loro?

Fino al mattino dell’evento non ho saputo darmi una risposta, e non nascondo quindi che ho dormito piuttosto male. Poi il sabato mattina dell’evento mi sono svegliato con la soluzione, o meglio con la teoria per una possibile soluzione: i progetti si erano fermati perché i team erano rimasti impigliati nella quotidianità ! Come un buco nero li aveva attratti e dopo poco non erano più riusciti a trovare tempo ed energie per sviluppare i loro progetti. Il buco nero… Ma certo !

In pochi secondi ho trovato su Google Images l’immagine che vedete qui sopra e durante la presentazione ho detto loro esattamente questo: è lì che siete finiti, nel buco nero denominato “Routine”, che sta nella “Galassia della Quotidianità” e che , a discapito di quanto possa sembrare, ha una forza di attrazione enorme.

L’immagine ha funzionato oltre ogni aspettativa. Durante l’evento i feedback e le discussioni che si sono sviluppati hanno fatto spesso riferimento al “buco nero”, e la metafora ha consentito di espandere i concetti verso direzioni che non avevo previsto. Ad esempio il fatto che il buco nero sia appunto nero perché ha una gravità così forte da attrarre anche la luce, ha ispirato  qualcuno che ha detto “e quando ci sei dentro quindi non hai più visione su ciò che c’è, o potrebbe esserci al di fuori”. Nei giorni seguenti l’evento ho ricevuto e-mail che facevano ancora riferimento al buco nero, ed ho avuto un illuminante incontro a pranzo con un membro del team che nel frattempo aveva tratto ulteriori ispirazioni dall’immagine.

Ecco per me Visual Thinking è esattamente questo: le immagini che aiutano il pensiero. Ciò avviene secondo alcuni semplici meccanismi: 1) l’immagine offre un modello, una metafora, che ci consente di esplorare la realtà in modo più facile ed efficace; 2) concentra l’attenzione solo su alcuni elementi della realtà stessa, che poi le persone elaborano ; 3) offre un potente ausilio alla memoria, veicolando gli elementi  grazie al fatto che sono legati dalla coerenza visiva (es. nell’immagine di un albero automaticamente avete radici, tronco, rami e foglie); 4) permette la manipolazione, fisica o ideale, dell’immagine (es. Monna Lisa con i baffi); 5) possono avere un forte impatto emozionale, ed in questo oltre ad aiutare l’intelligenza razionale possono attivare anche quella emotiva.

Quando lavoro, in qualunque ambito, per lo più disegno e gioco con le immagini insieme alle persone dei team. Spesso si crede che per lavorare con il Visual Thinking si debba necessariamente essere dei buoni disegnatori, in realtà il Visual Thinking è alla portata di tutti. Le immagini oggi sono ovunque: Google, tablet, fotocamere digitali, smartphone. E proprio  le immagini sono uno dei veicoli più naturali per attivare il nostro pensiero.

Dunque il mio invito è: pensate , non reprimete le immagini che emergono dal vostro pensiero (immagin-azione) ma al contrario cercatele in una qualunque fonte di immagini a vostra disposizione, una volta trovate proponetele alle persone con cui dovete lavorare e…

Sì pensate di nuovo, stavolta “immaginando” insieme!

English version

Several weeks ago I was about to present the results of a somewhat long and important project, in which I facilitated a team of professionals in the fields of leadership, team working and performance. In one of the project’s sections the professionals should have worked , in a complete authonomy, to a set of project defined by them and considered as relevant for the performance of their organization.

In the real world things didn’t go as they should, after an initial moment of enthousiasm the activities related to projects faded until they stopped. Despite the projects were unanimously considered important, and the wider freedom of action given to everybody, those guys didn’t make it.

So I knew my presentation would not have been easy. Even if I usually rely on analog media, this time I prepared a Keynote presentation, full of images, charts with data to support statements… Everything was “technically correct”, I’m also teaching how to edit effective presentations indeed, but for several days before the event I continued to look for something missing. How could I manage the topic, painful for participants, of the stuck projects? How to let them metabolize and rationalize their poor performance, without depressing them and so in the end aborting those unfullfilled projects? And most of all: why such brilliant people did not express their professionality in those special and for them important areas?

Until the early morning before the event I couldn’t find an answer, and I must recognize that I slept very badly. Then the saturday morning of the event I woke up with the solution, or at least a theory for a possible solution: the projects were abandoned because teams were stuck by the dayly business ! Like in a black hole they were attracted and in a very short time they were no longer able to find time and energy to develop their projects. The black hole… Of course !

In a few seconds I’ve found on Google Images the picture you see above and during my talk I said exactly this: this is where you ended up, inside the black hole named “Routine”, located in the “Dayly Business Galaxy” and wich, despite appearences, has a massive attractive force.

The image worked beyond any expectation. During the event feedbacks and discussions that emerged often  referred to “the black hole”, and the metaphor allowed unpredicted evolutions of topics. For instance the fact that the black hole is in fact black due to its gravity, so powerful to attract even light, inspired a participant that said “and because of that, when you’re inside you loose your sight on what is, or might be, on the outside”. In the following days I received e-mails referring again to the black hole, and I’ve had an illuminating lunch with a team member that in the meanwhile received further inspirations by the image.

For me Visual Thinking is exactly this: images that help thinking. It happens thanks to some simple processes: 1) the image offers a model, a metaphor, allowing us to explore reality in an easier and more effective way; 2) it focuses attention only on some elements of reality, then humans elaborate those elements personally; 3) it represents a massive help for memory, carrying an array of elements connected by visual consistency (e.g. in an image of a tree you automatically have roots, log, branches and leaves); 4) it allows a manipulation, either physical or ideal, of the image (e.g. a Monna Lisa with mustache); 5) it may have a strong emotional impact, and on this side other than helping the rational skills it may activate the emotional intelligence.

When I work, regardless of the topic, I use to draw and play with images together with the team members. A quite common belief is that to work with visual thinking one must be a sort of an artist, actually Visual Thinking is for everybody. And images today are virtually everywhere: on Google, on your tablet, digital camera, smartphone. And images are one of the most powerful means to ignite our thinking.

So my invitation is: think, don’t repress those images that emerge from your thinking instead look for them on some image source you have at hand, once found propose them to people you are working with and…

Yes think again, this time “imagining” together !

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