Preparatevi ad essere sorpresi | Prepare to be surprised

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Il lavoro di gruppo è qualcosa di semplice ed estremamente potente. La bravura nel realizzarlo sta nel mettere insieme la passione e la responsabilità delle persone interessate , tecniche di lavoro adatte agli obiettivi e, possibilmente, un facilitatore che accompagni il gruppo. Se si fa un buon lavoro con questi tre elementi le performance sono altissime, e le alte performance sono sempre “sorprendenti”. Oltre allo stupore ed al sollievo dei partecipanti per la loro performance, alla fine della sessione la sorpresa di solito viene almeno da un paio di altri fatti, sotto gli occhi di tutti: il gruppo è andato oltre i confini che erano stati tracciati , ed i risultati sono tali che non avrebbero potuto essere immaginati prima dell’evento.

Per questo i partecipanti ed i committenti  di un evento di facilitazione devono essere pronti ad essere sorpresi. Quando invece cercano dal progetto una soluzione che hanno già in mente, risposte che si sono già dati, sono destinati ad una amara delusione. Nei risultati molto difficilmente ritroveranno le soluzioni e le risposte che cercavano, forse si sentiranno traditi dal gruppo di lavoro e  in alcuni casi perderanno l’entusiasmo verso il lavoro di team.

La soluzione per fortuna è semplicissima: è sufficiente essere pronti a lasciarsi sorprendere. Accogliere quello che verrà fuori, anche se al momento dissonante rispetto ai nostri preconcetti. Se poi prima di cominciare si sa già la risposta, se le soluzioni sono già pronte, allora la via è ancora più semplice: basta comunicarle agli interessati !

Alla fine di una entusiasmante sessione di lavoro, nella quale avevo facilitato un gruppo molto grande, ho sentito dire ad un serissimo imprenditore: “Non vi fossilizzate! Siate curiosi, scoprirete sempre nuove finestre sul mondo e cose che vi piacciono e che ignoravate, magari  vi ritroverete a vivere in un paesaggio che non vi aspettavate”. Credo sia proprio questo il punto.

Ispirato dal primo principio dell’Open Space Technology: Qualunque cosa accada è l’unica che possa accadere.  (Harrison Owen)

Team working is simple and extremely powerful. It’s all about mixing together passion and responsibility of interested people, the right techniques  and, maybe, a facilitator. Doing a good job with those elements usually brings to high performances, and high performances are always “suprising”. In addition to the amazement and relief of participants for their performance, at the end of working session the surprise usually comes from a couple of other facts, in the sight of all: the group went beyond the boundaries that have been drawn, and the results are such that they even couldn’t be imagined before the event.

For this reason participants and  sponsors of a facilitated event should be ready to be surprised. At the opposite when they expect from the project a solution they already have in their minds, answers they already gave, a bitter delusion is waiting for them. It will be very unlikely for them to find among the worksession results exactly those preconceived solutions and  anwers they were looking for, maybe they will feel betrayed by the team and in some cases they will loose their enthousiasm for teamworking.

Fortunately the solution is quite simple: prepare to be surprised. Accept what will emerge, even if appearently inconsistent with our preconceptions. And if the answers are already known before to start working, then the way is even simpler: communicate them to all the interested people !

At the end of a spectacular vorksession I facilitated  with a very large group, I heard a very serious entrepreneur say : “Don’t fossilize yourselves ! Be curious, you will discover always new windows on the world and things you like that you didn’t know, maybe you will find yourselves living in an unexpected landscape”. And I believe this is the point.

Inspired by the first principle of Open Space Technology: whatever happens is the only thing that could have. (Harrison Owen)

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